in suffragio degli autieri alpini Battaglia, Bernardi, Chiulerio e Probbo.

E’ passato tanto tempo e sembra ieri quell’agosto del 1974, torrido, intervallato da qualche temporale che lo mitigava. Ero un tubo, il cappello nuovo di pacca e l’odore della stoffa si attagliavano alla nomea. Appena assegnato al glorioso 207° Autoreparto , erede del medesimo che in Russia, a seguito della Julia, scrisse pagine di gloria, al comando del Capitano Sordi. Il mio superiore invece era Romolo Costaperaria, tarchiato dallo sguardo da caratterista di un film di pirati. Mi beccai subito un “ mona è te che guardo “ perché scambiai il suo lieve strabismo per un’occhiata alle mie spalle mentre mi parlava. Poi si rivelò un vero maestro, comprese il mio carattere, da lui imparai qualche parola di friulano,(°°). Lui, il quale , nato nell’alta valle del Torre, dov’è sepolto, conosceva anche lo Sloveno. Il 4 Maggio 1976 si costituì il Battaglione Logistico della “Julia”, madrina della bandiera la professoressa Del Din, presso la caserma Di Prampero, in Udine(°). Prima missione affidata , in virtù della discendenza dall’Autoreparto, il prelevamento di 20 automezzi nuovi presso la filialeIVECO di Bolzano.Costituiva il drappello un gruppo di conduttori perlopiù friulani, qualche abruzzese, il Maresciallo Roccasanta per le pratiche di rito, il Sergente Abbate con autocarro soccorso e due carabinieri, per la scorta dell’autocolonna prevista per il rientro. Le operazioni di prelevamento si svolsero senza intoppi , finimmo prima che i cancelli della concessionaria si chiudessero e guidammo fino alla Huber in città. Tutto liscio fino alle 21,00, una scossa di terremoto, supposi, al momento, aveva fatto riversare tutta Bolzano in strada. I concitati tentativi di mettersi in contatto con la base svanivano nel nulla , le perplessità ed ambasce di carabinieri, maresciallo e dei ragazzi friulani, mi fornirono materiale di riflessione e la spinta ad agire d’iniziativa. Alla guida posi Ennio Margiotta, abruzzese, tra l’altro anziano ed esperto di guida, il quale superò stesso guidando per sei ore di fila, senza soste, a velocità moderata poiché temevo per qualche interruzione stradale, ignorando quale fosse la vastità del territorio interessato dal sisma.

Quello che si parò dinanzi ai nostri occhi è noto, oggi incontrerò quel ragazzo di allora. Vengono dall’Abruzzo in coppia, con le loro mogli sia lui che l’ex autiere alpino Mostacci, al quale devo l’aiuto per averlo rintracciato e posto in contatto con me.

Questi è un artista ed autore di una sua opera accanto a quella commemorativa delle vittime in caserma.

. Scopriamo subito, senza programma, di avere scelto lo stesso albergo(°°°). Emozioni che valgono una vita quelle dovute dalla gioia nel riabbracciarli e ringraziarli. Inaspettatamente a loro volta avevano pensato di donarmi un pensierino. Come potersi sdebitare e ringraziare, pagare una cena non è mai stato così piacevole quanto lo è stato per me in questa occasione.Ci siamo rivisti il giorno della commemorazione, riabbracciati con il proposito di rincontrarci ed un invito ad andare a trovarli in Abruzzo. Ero invitato a pranzo da altri mie ex ragazzi d’allora, con i quali abbiamo rievocato tantissimi episodi e dai quali ho sentito racconti di oggi genere, alcuni ignorati , sulla vita in caserma.

L’unico aspetto negativo di queste due giornate è stata la pioggia insistente , la quale senza sosta ad alterne intensità ci ha sempre accompagnato in ogni circostanza, incluso quella del momento di deposizione di un mazzo di fiori in suffragio dei miei e di tutti i ragazzi deceduti a seguito del sisma in caserma. E’ trascorso mezzo secolo, potevo anche morire nel frattempo, visto i dei trascorsi in giro per il mondo, invece eccomi fortunatamente a rievocare. Mi sento invece di ringraziare coloro che credendo di castigarmi vollero assegnarmi alla Julia. Vi ho trascorso tutta la carriera da Sottotenente in servizio permanente fino a Tenente colonnello, il diritto, dovere di indossare il cappello lo sento tutto. Quello che per loro doveva essere per me un punto di debolezza si è rivelato, con il tempo, un punto di forza.( riccardo diasparro- riccadiaspa, Gemona 6/05/2026)
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Note
(°)Dal disciolto Raggruppamento servizi Julia, si formò un Comando Battaglione, con la compagnia Comando, Infermeria quadrupedi e supporti a Udine. Il 1° Reparto Logistico Leggero, Carnia , già 58° Compagnia di Sussistenza e Reparto Sanità. Il 2° di stanza a Gemona, ereditò tutti gli automezzi compresi quelli degli altri due Reparti. In sostanza nulla potè cambiare per esigenza di spazio e movimentazione di personale che potesse gestire il tutto. La vera unificazione amministrativa, disciplinare e di comando del Battaglione logistico “Julia”avvenne presso la caserma “De Gasperi “a Vacile di Spilimbergo, salvo poi con una successiva ristrutturazione scioglierlo anche quello per riformarne un successivo a livello reggimento di stanza a Merano.
(°°) perfezionato poi nella comprensione durante tutto il periodo passato sulle macerie dal 7 maggio a fine Novembre in caserma , per le incombenze ed i servizi resi alla popolazione ed alla Julia, per i quali il Reparto è stato insignito della Medaglia d’Argento al valor civile e militare.
(°°°)Una particolare recensione merita l’hotel Si-Si a Gemona dove ho avuto il piacere di alloggiare per una notte . L’ambiente , dall’apparenza di un alberghetto ci si sorprende entrando, all’interno, rivelando forse l’avarizia della classifica in stelle. Era da un pezzo che non mi imbattevo in un hotel che nella sua semplicità manifesta una grande funzionalità ed efficienza, nel servizio e nell’accoglienza
.Riccardo Diasparro

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